IL COUNSELING! Andiamo a vedere di cosa si tratta.


Indipendentemente dalla motivazione, le persone scelgono il Counseling perché vogliono diventare soddisfatte. Sembra che gli esseri umani posseggano un nascosto senso delle loro potenzialità che li richiama verso il benessere, un bisogno primario di assumersi la responsabilità della propria vita e di sperimentarla utilmente. Sono spinte potenti e motivanti, che possono allargare la situazione del Counseling e aggiungere una motivazione positiva. Il Counseling psicosintetico ritiene questi principi fondamentali e cerca di evocarne una consapevole coscienza.”

Diana Whitmore

Il Counseling è un’attività il cui obiettivo è il miglioramento della qualità di vita del cliente, sostenendo i suoi punti di forza e le sue capacità di autodeterminazione. Offre uno spazio di ascolto e di riflessione, nel quale esplorare difficoltà relative a processi evolutivi, fasi di transizione e stati di crisi e rinforzare capacità di scelta o di cambiamento.

E' una relazione di aiuto dove il counselor aiuta il cliente a prendere una decisione riguardo una scelta di carattere personale relativa a problemi e disagi momentanei che lo riguardano direttamente. Il cliente viene accompagnato dentro se stesso per auto-comprendersi, per esplorare comportamenti, emozioni, fino ad avere ben chiare le scelte e le possibilità che ha per attuare dei cambiamenti. Il cliente dovrebbe riuscire poi a discriminare, valutare ed agire meglio con libertà e responsabilità. Nel colloquio l’attenzione è tutta verso il cliente, il counselor ha un atteggiamento di ascolto attivo, di apertura e disponibilità senza alcun pregiudizio, incoraggiando la spontaneità dell’altro senza giudicare, criticare o colpevolizzare e senza dare consigli. Il cliente è libero di presentare un problema che lo preoccupa e il counselor non da una direzione, segue quella che il cliente prende, con attenzione e grande interesse. Entra in empatia dando luce al significato che una data situazione ha per il cliente.

Secondo il psicologo e terapeuta Carl Rogers, che ha introdotto il Counseling nella relazione di aiuto, le sedute “centrate sul cliente” hanno dei requisiti indispensabili per poter saper condurre un colloquio.

1. Accoglienza, cioè saper ricevere ed accogliere il cliente, cercando di farlo sentire a proprio agio, senza tempestarlo di domande aderendo al ritmo del cliente. 2. Concentrarsi su ciò che è il sentire e il vissuto del cliente. 3. Focalizzarsi sul cliente e non sul problema, su come lo vive il cliente. 4. Rispettare il cliente, manifestando il proprio interesse, la propria considerazione dandogli la giusta attenzione. 5. Facilitare la comunicazione senza fare rivelazioni e interpretazioni affrettate.

Quando questi criteri sono rispettati il cliente si sente capito, accettato, acquista sicurezza si sente valorizzato, acquista la dignità che forse ha temporaneamente perso. La domanda fondamentale in questo tipo di approccio è “come il cliente vede una determinata situazione? come la vive?”

Indipendentemente dalla motivazione, le persone scelgono il Counseling perché vogliono diventare soddisfatte. Sembra che gli esseri umani posseggano un nascosto senso delle loro potenzialità che li richiama verso il benessere, un bisogno primario di assumersi la responsabilità della propria vita e di sperimentarla appieno. La scelta del Counseling può essere determinata da situazioni ben precise e contingenti, oppure confuse e nebulose. Si tratta in ogni caso di una situazione percepita come un ostacolo all’esserci, all’essere al mondo, all’essere agli altri uomini ed essere occupati attivamente e gioiosamente dai compiti che abbiamo nella vita. I problemi non sono semplici eventi da eliminare, ma piuttosto indici di una nascosta spinta all’integrazione. Quando il counselor collabora con l’inevitabile, considerando il problema del cliente come un momento di crescita, ciò rivoluziona il contesto del Counseling. Non si tratta di procedere verso il ritorno alla condizione precedente la crisi, ma il cammino proposto è di riconoscere il momento di crescita per dare un senso evolutivo alla sofferenza dell’individuo. Fondamentale dunque per il Counseling è lo sguardo al futuro, regno delle potenzialità, delle risorse nascoste e delle qualità latenti.

Lo scopo del Counseling è quello di affrontare una specifica situazione esistenziale di difficoltà e disagio, favorendo lo sviluppo armonico delle risorse interiori e delle potenzialità del cliente. Il fine che si prefigge è far attuare al cliente un adeguato atteggiamento di fronte alla situazione. Questo può essere, a seconda dei casi, di trasformazione oppure di accettazione di un limite. In entrambi i casi la situazione di disagio è usata come un’opportunità per favorire un processo di crescita e maturazione. Spesso non possiamo cambiare le circostanze esterne, ma possiamo sempre cambiare la nostra risposta; questa dipenderà dal nostro atteggiamento nella situazione, dal valore che le attribuiamo, dalla scelta e dall’uso che ne facciamo.

Le sedute di Counseling psicosintetico sono essenzialmente:

• Incontro umano (comunicazione, dialogo, colloquio); • Cooperazione cosciente e volontaria tra il soggetto con problema o situazione conflittuale e il counselor; • Possibilità di cambiamento; • Partecipazione e disponibilità al cambiamento.

Arno Cardini

103 visualizzazioni

©2020 Tutti i diritti riservati di Associazione Ricominciamo Insieme C.F.: 96111900229 . Proudly created by Gio SMM Agency