La Psicosintesi, di cosa si tratta?



Negli articoli precedenti abbiamo approfondito e trattato il tema del Counseling e del Counseling psicosintetico nella Natura. Ma cosa sta ad indicare e cos'è la psicosintesi? Vediamolo insieme...

La psicosintesi è una corrente psicologica, che si ispira ai principi della psicologia umanistica, tesa allo sviluppo armonico della personalità, come totalità bio-psico-spirituale, ed a favorire un contatto con i livelli superiori della psiche. È un metodo di lavoro concreto per la conoscenza, la crescita, la trasformazione personale, in cui ciascuno, partendo da ciò che è, ha il potere di attuare le sue potenzialità individuali, attraverso un lavoro guidato, ma essenzialmente autoformativo. Ha un approccio dinamico rispetto al costante conflitto tra molte forze ed energie interiori diverse tra loro e un centro unificatore che le controlla, le armonizza e le fa esprimere. Secondo Roberto Assagioli, la psicologia umana non è completa se non viene inclusa anche la dimensione spirituale, il rapporto dell'individuo con il cosmo e con gli ideali più evoluti. Secondo lui lo scopo principale della psicosintesi consisteva nell’armonizzazione e nell’integrazione di tutte le qualità e funzioni dell’individuo in un complesso funzionale” o in una parola “nell'autorealizzazione”. Il processo di lavorare per l’autorealizzazione, per far si che avvenga l'unione tra spirito e materia,  comprende la consapevolezza (conoscenza e risveglio) e la volontà (responsabilità, libertà di autodeterminazione).

Si può dire che la crescita umana avviene in due direzioni: quella personale e quella transpersonale. La dimensione personale riguarda il significato e l’integrazione dell’esistenza personale e l’esperienza di essere importanti e efficienti nel mondo. Crescendo nella dimensione transpersonale prendiamo in considerazione le questioni del significato ultimo, universale. Ricerchiamo il significato e lo scopo di una realtà più vasta. L’aver trascurato per un periodo di tempo una dimensione o l’altra, porta alla fine ad una crisi, sostenuta da eventi esterni difficili da affrontare o da una tensione interiore crescente. Quando ampliamo i concetti di potenziale umano e di natura essenziale dell’individuo, respingiamo i limiti delle nostre capacità per guidare questo processo.

Il punto di partenza, nel presentare la psicosintesi, non può che essere il punto di partenza di qualsiasi indagine nell’animo umano, ovvero la molteplicità – quella straordinaria molteplicità e varietà che si trova entrando nel mondo interiore di ognuno di noi. È una molteplicità spesso fatta di dissonanze e paradossi: impulsi, tendenze, idee, emozioni che sembrano lontanissimi gli uni dagli altri e che pure sono costretti a essere vicinissimi, perché tutti albergano in un solo individuo. La nostra psiche é divisa in varie correnti di coscienza, che hanno una loro indipendenza e pur essendo presenti simultaneamente in noi si ignorano. Parliamo delle “personalità multiple” che  possiamo considerarle una molteplicità di bisogni: se noi cominciamo a esplorare la nostra psiche ci rendiamo conto di essere divisi in vari tratti caratteristici, molto spesso in conflitto gli uni con gli altri. Nella psicosintesi si cerca di identificare questa moltitudine di subpersonalità e dare loro un nome, si cerca di capire la loro storia, le loro caratteristiche. Naturalmente questo modo di essere, comune per tutti noi, è fonte di conflitto e di inconsapevolezza, poiché uno è prima una subpersonalità, poi è attratto da un’altra, poi si identifica con un’altra ancora, in maniera disordinata e casuale. E’ uno stato di incoerenza, in cui ci si sente frammentati e confusi. Ma se conosciamo bene le subpersonalità che vivono in noi, se possiamo guardarle da una certa distanza, non ne siamo più posseduti ma le possediamo: negarle sarebbe come nutrirle, anziché essere “usati” inconsciamente dalle varie subpersonalità le usiamo come tramite di espressione, ecco che parliamo di accettazione e disidentificazione.

La psicosintesi offre una visione molto ottimista, perché afferma che in una subpersonalità apparentemente negativa si può scoprire una forza viva, capace di dare un contributo al resto della personalità. All’interno di ogni subpersonalità c’è un bisogno vitale che deve essere soddisfatto. Se questo bisogno è soddisfatto, tutto va bene; se questo bisogno è rifiutato o represso, si manifesta appunto come conflitto e frustrazione. Le subpersonalità quando non armonizzate restringono il nostro campo di coscienza, lasciano entrare solo gli elementi psichici e le percezioni compatibili con loro stesse, occorre allora trovare un centro in noi che sia al di sopra delle parti e che sia compatibile con tutti gli elementi psichici senza negarli ma accordandoli e traendo da essi il meglio. Questo centro è di una natura completamente differente da tutti gli elementi (sensazioni fisiche, sentimenti, pensieri e così via) che compongono la nostra personalità. Di conseguenza agisce come un centro unificatore, dirigendo quegli elementi per portarli a far parte di un’organica totalità.

Arno Cardini

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